“Frosinone alè, Frosinone alè”

 Da La Gazzetta dello Sport:

«Frosinone alè, Frosinone alè». Sarà pure provincialismo, come volete voi. Ma chi lo vive da fuori non può capire. Perciò gli sembra tanto assurdo: festeggiare un derby come una Champions League anziché starsene buoni, zitti, sotto coperta fino al 16 maggio. Così non ci si gode la vita, però. Meglio tuffarsi nelle celebri tavolate giallorosse, dalle parti della Piramide: a La Villetta domenica c’erano mezza squadra, Totti e Ilary, Vucinic, Menez, Toni… Il capitano ha festeggiato con una tagliata, Toni con una pizza. Fuori, un centinaio di tifosi impazziti, mentre Testaccio si riempiva di colori, suoni, emozioni. E stamattina Trigoria era invasa. È il derby, bellezza E poi vinto in quel modo…

Roma, festa post derby: la serata dei vincitori. Ha riso anche Menez: “E’ il giorno più bello”

 E’ il giorno più bello della mia carriera da calciatore“. Jeremy Menez ha archiviato la gara contro la Lazio a notte fonda. Come Luca Toni e Daniele De Rossi. Come Mirko Vucinic e Francesco Totti. Hanno fatto squadra anche nelle ore immediatamente successive al derby, i giocatori della Roma, e si sono tuffati con tutta la testa nel mare di festeggiamenti giallorossi che ha trasformato Roma in una città a misura di curva Sud. Da Testaccio – una processione di cori, un tripudio di abbracci – a Trigoria – almeno cinquecento persone festanti a fare della sede d’allenamento una discoteca a ritmo di battimani. Dal centro alla periferia. Il triplice fischio di Tagliavento ha assunto le fattezze del colpo di uno starter. Lazio-Roma è appena finita ma in realtà sta per avere inizio una pagina nuova di un libro che non avrà termine. Almeno da qui al prossimo derby. Forse nemmeno in quell’occasione.
QUESTA NOTTE E’ ANCORA NOSTRA.
Roma non s’è assopita, la notte scorsa. I laziali erano in preda ai crampi, il popolo giallorosso s’è ‘mbriacato. La città festante è un dolcissimo preludio. Una spasmodica attesa. La voglia di caciara somiglia in maniera inequivocabile – senza andar lontano coi ricordi – alla magica serata che ha onorato i Mondiali 2006. Volessimo procedere a ritroso nel tempo, certo, il 2001 è ancora indelebile ma stavolta il sapore è, se possibile, ancor più zuccherino. Perchè la Roma ha iniziato a sognare cammin facendo. Doppio Vucinic a cancellare per sempre il gol di Rocchi. Lazio-Roma finisce 1-2. Da qui in poi, ogni cosa diventa lecita. Eccezion fatta per lo scempio messo in piedi da ventisette, ventotto deficienti nell’area prossima all’Olimpico e nella zona di Ponte Milvio. Non c’è spazio per nessuno di loro, in quella che vuole essere la cronistoria di una sera di festa. E non solo per una evidente presa di posizione, ma pure per il fatto che le feste – per natura propria – sono momenti di comunanza condivisi da persone per bene. Tuttavia, ci rientrano a pieno diritto una mamma e tre bambini piccoli che hanno rischiato di morire. E molti dei vessilli giallorossi sventolati e messi in mostra nella serata di ieri hanno preso vento anche per loro.
ROMA GIALLOROSSA.
Uno, due, tre, quattro. Respiro. Cinque. A uno a uno, sono usciti tutti dagli spogliatoi. Da Julio Sergio a Marco Andreolli. Frastornati, confusi, inebriati.

Lazio-Roma: Menez stuzzica la fantasia di Ranieri

 Da Leggo:

Il tempo delle mele è finito, Menez è pronto per il derby. A 48 ore dalla stracittadina più sentita della storia, Ranieri sembra aver fatto la sua scelta: il francese e Vucinic sulle fasce (con Perrotta al centro) in un 4-2-3-1 che costringerà i due laterali della Lazio, Kolarov e Lichtsteiner, a prendere le dovute misure per frenare i due giallorossi più in forma del momento.
Se Vucinic era certo di una maglia da titolare, sorprende la scelta di Menez che in allenamento è stato provato per la terza volta consecutiva nell’assetto titolare.

Lazio-Roma: Ranieri a viso aperto

Da Il Tempo: Tridente sarà. Alla faccia del «minestraro», etichetta sempre più sbiadita nel suo cammino alla guida della Roma, Ranieri il derby se lo giocherà a viso aperto Per

Modulo anzi-Lazio: Vucinic non si tocca

 Ranieri è indeciso se riproporre il tridente e optare per un più prudente 4-4-2 nella stracittadina di domenca pomeriggio. Il Messaggero prova a snocciolare i possibili moduli che il tecnico di San Saba potrebbe far scendere in campo:

La Roma una e trina per affrontare la Lazio: niente di trascendentale, la squadra della rincorsa, appoggiandosi a sistemi di gioco sperimentati durante la caccia all’Inter e sino al sorpasso ai campioni d’Italia. Prove di 4-4-2 a Trigoria a metà settimana. È l’assetto che storicamente si sposa bene con la compattezza e l’equilibrio, cioè con i concetti più cari all’allenatore di San Saba. Una e trina perché di moduli ce ne sono altri due: il 4-2-3-1 ideato da Spalletti e ben conosciuto dal gruppo e il 4-3-3 delle ultime gare di questa lunga rincorsa. Una e trina perché i giocatori che sono in lizza per un poso sono tre: Taddei, Toni e Menez. Il brasiliano è il primo, nel senso di favorito per due delle tre possibili formule. Taddei sta a destra, e volendo anche sul lato opposto, sia nel 4-4-2 che nel 4-2-3-1.