Da La Gazzetta dello Sport:
Equivalenze. Se fosse sul campo, con la terra rossa sotto le scarpette, avrebbe le movenze di un Henry Leconte, il talento francese che – a cavallo fra gli Ottanta e i Novanta – ha mostrato una grandezza nel tocco a volte pari alla sua indolenza. Questo d’altronde, è l’immagine che Jeremy Menez si è costruito nell’immaginario del popolo romanista. Almeno fino a domenica scorsa. Già, perché proprio nel giorno delle lacrime giallorosse per la sconfitta interna contro la Samp, il fantasista francese ha prodotto una delle sue migliori prestazioni in assoluto. Colpi di classe? Certo, ma non solo. Anche recuperi, coperture, tackle. Per questo ieri – quando Menez è apparso sulle tribune degli Internazionali di tennis in compagnia di Vucinic, Baptista, Riise, Julio Sergio, Cerci e Faty, l’applausometro del tifo calcistico trapiantato a bordo rete ha subito picchi da star.