Fare cassa con la cessione di calciatori o bussare alle porte delle banche per contrarre nuovo debito. È tra questa alternativa, in presenza di un patrimonio consolidato negativo per 13,2 milioni di euro e di attese per un 2010-2011 ancora in rosso, che l’As Roma dovrà probabilmente scegliere, secondo quanto riportato nella bozza di bilancio che verrà sottoposta al voto dell’assemblea il prossimo 28 ottobre.
Calcio & Management
Preziosi: “La Roma cambierà gestione per la fine dell’anno”
Ecco le parole di Enrico Preziosi a Radio Radio: “Quelli di Clessidra sono dei miei soci da due anni. Che siano romanisti lo si capisce, ma sono solo soci della Giochi Preziosi. Ma oltre a questo non c’e’ altro. Mi spiace dirlo per i romanisti ma mi piace dirlo per i tifosi genoani che io resto a Genova tranquillamente. Comprare la Roma è un affare grandissimo e sono sicuro che entrerà un imprenditore importante. Se la Roma è gestita in una certa maniera c’e’ spazio per avere risultati importanti sul fronte sportivo e anche sotto il profilo economico. I tifosi?
Serra: “La Tessera del tifoso? Sono contrarissimo”
Ecco le parole di Achille Serra a Radio Ies:
Italia – Serbia – Ho vissuto quanto accaduto con grande amarezza e preoccupazione, lo sport è tutt’altra cosa. Ritengo che le forze dell’ordine hanno agito bene all’interno dello stadio. Tecnicamente era difficile non provocare problemi seri. Ho condiviso la scelta di sospendere la partita. Probabilmente l’attività di prevenzione è stata carente, ma bisogna stare dentro alle cose per giudicare le cose. Tra la polizia serba e quella italiana ci deve essere stata incomprensione. All’interno dello stadio il servizio d’ordine è stato eccellente, all’esterno invece sarebbero stati necessari maggiori controlli. Non si giustifica la mancanza di controlli che ha permesso l’entrata dei violenti, ma si spiega. Questi criminali avevano devastato la città e andavano portati il prima possibile dentro lo stadio per tenerli sotto controllo. Sono delinquenti addestrati alla guerriglia, difficili da contrastare. Andavano perquisiti prima ancora di arrivare ai cancelli, appena arrivati. Era il loro momento di maggiore debolezza, è più difficile poi intervenire in seguito.”
Rosella Sensi: “I fatti di Genova? Un episodio tristissimo del calcio moderno”.
Presso l’Hotel Hilton Airport di Fiumicino si è oggi tenuto un incontro fra la Lega di serie A, i presidenti delle società e i vertici dell’Aia, con la presenza di Braschi
Sawiris: respinto dai poteri forti
Partiamo dai fatti: Naguib Sawiris, magnate egiziano delle telecomunicazioni, uno degli uomini più ricchi del mondo ha dichiarato: «Sono stato molto vicino all’acquisto della squadra di calcio della Roma, avevo raggiunto raggiunto un accordo sulle condizioni della vendita della società con i dirigenti di Unicredit. Ma all’ultimo momento loro si sono tirati indietro senza motivo e l’affare è sfumato».
Cessione Roma: i tempi si allungano
La Roma è in attesa di un acquirente e ci sarà da aspettare ancora parecchio. Unicredit ha preso tempo, rinviando a data da destinarsi gli adempimenti tecnici per rendere “vendibile” la Roma, vale a dire la costituzione della Newco e la scissione della società di calcio da Italpetroli. Entro la prossima settimana sarà in viato a tutti i soggetti interessati l’info memorandum dall’advisor Rothschild. Poi, entro il 3 novembre, dovranno essere presentate le offerte non vincolanti.
La Bestia, Craig Thomson, il Sistema e la società civile
L’uomo nero interpreta la Storia in un paio d’ore. Dentro al suo racconto si celano verità di parte che autoimpongono altrui ascolto. Altrui attenzione. Qualche timoroso si premura a cambiargli il soprannome. Ivan Bogdanov era Coi, diventa la Bestia nel tempo in cui Italia-Serbia avrebbe dovuto essere calcio e festa e si tramuta in paura, terrore. I fatti, ormai, sono noti e rischiano pure, il tempo di un lancio d’agenzia in più, di essere superati. Cosa mai potrà centrare il pallone è domanda a cui si fatica a rispondere. La violenza del Marassi, semmai, ha origini che rotolano verso tematiche ben più complesse. La politica? Fino a un certo punto. L’economia? Forse. Oppure, la premeditazione di parte dei serbi è calcio, politica ed economia nella misura in cui tutte e tre i contesti rimandano al soggettivo intendimento di un interesse.
L’uomo nero col braccio destro teso come una corda somiglia a una tela di Mario Sironi e prova a svelare – pennellata, gesti, abbigliamento – il pensiero di una fazione minoritaria e prepotente che emerge trasgredendo codici e comportamenti della società civile. Maggioritaria e impotente. 29 anni, precedenti penali a carico, capo ultrà della Stella Rossa Belgrado. Non è il calcio ma pedone che si muove nel calcio; non è la Serbia, ma figlio della Serbia; non è il mondo ma unità del mondo; non è il sistema ma ingranaggio del sistema. Altri colori, ieri sera, hanno illustrato il calcio: le magliette azzurre di centinaia di bambini che si ritagliavano uno spazio nell’insieme. Altri occhi ci hanno parlato della Serbia: quelli di disappunto della gente che affollava il settore ospiti dello stadio Marassi.
Altri gesti hanno saputo impersonificare il mondo: lo sventolio di migliaia di vessilli multicolore in grado di mostrare come si possa chiedere e garantire rispetto. Altri sguardi, semmai, hanno spiegato il sistema. Quelli di un arbitro a cui è stato fornito il peggiore degli assist: assumersi le responsabilità di una decisione che, arrivati a quel punto, aveva già fatto il giro dei responsabili. Le Questure, le Federazioni, la Uefa, i conniventi. Lasciato solo in campo aperto, il signor Craig Thomson ha dato lezione al Sistema. Neppure 6′ di gioco e lo scozzese ha mandato tutti negli spogliatoi. Decisione tempestiva, esemplare, risolutoria. Neppure lui è la Scozia, semmai figlio della Scozia; neppure lui è il mondo, semmai figlio del mondo.
E non è neppure – lui solo – la società civile: tuttavia, assieme a uomini e donne, a migliaia di spettatori ha raccontato la Storia osservandone le sfaccettature da un’altra angolatura. E mostrato di essere parte della società civile. Accettando di questa oneri e onori, pregi e difetti, diritti e doveri, limiti e libertà. Parti dall’infinitesimamente piccolo, a volte. Una poltrona tra quattro mura domestiche su cui ti adagi alle 20.25 di un martedì di competizioni europee. Arrivi ai massimi sistemi. Etica, morale, Costituzione, Storia. Da Luigi XIV (“Lo Stato sono io”) a Umberto Eco (“Democrazia è anche accettare una dose sopportabile di ingiustizia per evitare ingiustizie maggiori”) passando per Ghandi (“In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica”) si sono susseguito più di 300 anni di avvenimenti: il processo di crescita di ciascun popolo (di ogni Nazione) ha smesso, di anno in anno, di essere fenomeno isolato e autonomo per trasformarsi in momento di sviluppo collettivo. La condivisione di quello che sta intorno, l’interesse verso luoghi e persone non più marginali, il confronto a largo raggio a definire il contenuto del contenitore. La società civile.
Vendita As Roma: qualcosa non torna
Avanti un altro. Dopo l’ammissione di Giampaolo Angelucci, «sto studiando il dossier sulla Roma», l’egiziano Naguib Sawiris esce allo scoperto. E fa tanto rumore. «Sono stato molto vicino all’acquisto del club», rivela il magnate della Wind che, è bene ricordarlo, è il main sponsor della squadra giallorossa. Oltre a confermare il suo interesse per la Roma, Sawiris getta ombre sulla procedura di vendita.
Sawiris rilancia: “Voglio la Roma”
«Voglio la Roma». L’arabo è egiziano, è Naguib Sawiris, proprietario del marchio Wind, già sponsor principale della società giallorossa. Ieri, attraverso un lancio dell’agenzia Adnkronos, Sawiris è entrato a piedi uniti nella vicenda Roma. Ufficializzando la sua voglia giallorossa. E’ il primo che lo fa tra virgolette tra gli oltre venti imprenditori, gruppi e fondi che nei mesi scorsi hanno manifestato interesse nei confronti della Roma. Una procedura insolita, soprattutto alla luce delle parole pronunciate dal dottor Sawiris, domenica sera, ai microfoni della televisione satellitare egiziana «Nile Live», durante la trasmissione «Dal cuore dell’Egitto».
Vucinic apre alla Premier League
“Felice dell’interesse di squadre inglesi“. Mirko Vucinic, dal ritiro della nazionale, apre le porte ad un futuro in Premier League. “Si tratta di uno dei migliori campionati al mondo“, ha continuato, in un’intervista al Daily Mail, Vucinic. Che stasera affronterà con il suo Montenegro, a Wembley, la nazionale di Sua Maestà allenata da Fabio Capello: “Spero di fare una grande partita – il pensiero di Vucinic – e continuare a esprimermi al meglio“. In Inghilterra è già partito il toto-trasferimento: Chelsea, Liverpool, Manchester City o Manchester United? Nell’estate di un anno fa il Tottenham aveva praticamente concluso l’acquisto con la Roma, prima del “no” del giocatore. Nell’ultimo mercato, però (e anche successivamente), di richieste ufficiali per l’attaccante non ne sono arrivate. Di Roma si parla anche in Egitto, dove il magnate Sawiris rivela di essere stato molto vicino all’acquisto della società giallorossa.
Sawiris: “Sono stato vicino all’acquisto della Roma, ma la banca si è tirata indietro”
“Sono stato molto vicino all’acquisto della squadra di calcio della Roma“. E’ quanto ha rivelato il magnate egiziano delle telecomunicazioni, Naguib Sawiris, nel corso del programma ‘dal cuore dell’Egitto’, trasmesso
Roma, troppi pesi sul bilancio
Vendere per comprare. E farsi comprare. Nella Roma tutto si intreccia. Mercato in entrata, mercato in uscita, futuro societario. In mezzo c´è un bilancio da allegerire: il passivo di quasi 22 milioni registrato a giugno è destinato a lievitare nella semestrale di dicembre. Con questi numeri sta diventando sempre più difficile la cessione del club. È tutto fermo. Dall´info memorandum, arrivato e rimasto a casa Sensi da giorni, alla costituzione della Newco. Ma quello che manca sono soprattutto acquirenti all´orizzonte: si lavora su più fronti eppure non è uscito ancora fuori nulla di convincente. Un bilancio più «pulito» aiuterebbe il lavoro di Rothschild e Unicredit. Servono delle cessioni, quelle che non si è riusciti a realizzare ad agosto. Più qualche nuovo caso.
Tutto fermo in casa Roma
Sempre più complicato capire chi deciderà cosa, se la sfera d’influenza di Unicredit possa sconfinare ancora nella gestione ordinaria, come avvenne per gli acquisti di Nicolas Burdisso e Borriello, mediante l’avallo per le garanzie necessarie a definire le due trattative altrimenti impossibili da chiudere. L’ultimo rinnovo in ordine cronologico ha riguardato Matteo Brighi, che un mese fa si è legato al club giallorosso per i prossimi quattro anni.
E il primo contratto in bilico – ça va sans dire – è quello che riguarda il responsabile tecnico della squadra.
Claudio Ranieri non parla con i vertici di Piazza Cordusio ma tiene spesso a precisare di aver ricevuto «rassicurazioni dall’alto» circa la sua conferma in panchina, almeno per i prossimi due anni.
Roma, Angelucci “si è defilato”. Cinesi all’orizzonte
La cessione dell’As Roma non avverrà in tempi brevi. In molti si sono detti “interessati” al dossier che sta mettendo a punto Rothschild, ma di offerte concrete ancora non ne